Il Consiglio Superiore della Magistratura ha eletto la nuova dirigenza

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La giudice Lia Savonea è il nuovo presidente del CSM

La giudice Lia Savonea è stata validata mercoledì dalla plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura per la posizione di presidente del CSM, essendo l’unico candidato per questa posizione. Inoltre, Nicolae-Andrei Solomon è stato validato per la posizione di vicepresidente del CSM per il 2019.

L’attuale presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Simona Marcu, ha annunciato che la plenaria del CSM ha validato Lia Savonea per la posizione di presidente del CSM e Nicolae-Andrei Solomon per la posizione di vicepresidente del CSM.

Lia Savonea è stata presidente della Corte d’appello di Bucarest a partire dal 2010, mentre prima, nel 2009, è stato vicepresidente della corte. È stata lei a chiedere il 12 novembre al Consiglio superiore della magistratura (SCM) di discutere gli effetti della decisione della Corte costituzionale, in cui è stata stabilita l’esistenza del conflitto generato dalla dirigenza dell’Alta Corte di Cassazione e Giustizia (ICCJ), affermando che “la sezione deve discutere fino a che punto la condotta della dirigenza dell’ICCJ si iscrive in un’autentica abdicazione dai valori della giustizia”, una richiesta che potrebbe portare alla revoca dell’attuale capo della Corte Suprema, Cristina Tarcea.

Nicolae Solomon si è candidato anche l’anno scorso per la carica di vice presidente del CSM, ma ha perso a favore di Codruţ Olaru. Come risulta suo curriculum, Nicolae Solomon è nato nel 1984 e ha iniziato la sua attività nel 2008 nella Procura presso il Tribunale di Medgidia. Di seguito, Solomon ha lavorato come procuratore nella procura presso il Tribunale del Settore 6 (fino al 2011), per poi trasferirsi presso alla procura presso il Tribunale di Bucarest (fino al 2013). Il procuratore ha lavorato anche presso la procura generale, poi è tornato alla procura di Bucarest.

Iohannis: CSM deve diventare per il Parlamento un partner autentico di dialogo nell’elaborazione delle leggi

Presente alla riunione, il presidente Klaus Iohannis ha dichiarato mercoledì nella plenaria del CSM che visto che l’anno 2018 è stato un anno difficile per il sistema giudiziario a causa delle modifiche delle leggi della giustizia, i membri del Consiglio dovrebbero diventare partner di dialogo per i parlamentari nel processo di elaborazione delle leggi.

“E’ stato un anno molto difficile, vorrei congratularmi con tutti voi per l’equilibrio che siete riusciti di mantenere nel sistema. (…) Anche se abbiamo affrontato un contesto complicato, il CSM è rimasto un fattore di equilibrio, vorrei sottolineare questo, ed è riuscito di agire con equidistanza nei confronti degli attori coivolti. Vi chiedo di continuare con la stessa determinazione, di essere sempre collegati alla voce interna del sistema, che sostiene la necessità della difesa e del rafforzamento dell’indipendenza dell’attività dei giudici e dei procuratori e del sistema giudiziario nel suo insieme”, è stato il messaggio del capo dello stato.

Il presidente Klaus Iohannis ha affermato che l’isolamento e la divisione del corpo dei magistrati non portano a nulla di produttivo, e quindi ritiene che, per quanto riguarda la giustizia, il CSM debba promuovere una visione unitaria e debba rappresentare un esempio di unità e sforzo congiunto riunito intorno ai principi e ai valori di una democrazia consolidata.

“La legislazione penale e le leggi modificate nel 2018 sono state contestate sia all’interno del sistema che all’interno dalla società civile, ma anche dai nostri partner e alleati esterni. La forma finale delle leggi della giustizia adottate dal Parlamento è stata oggetto di opinioni estremamente critiche della Commissione di Venezia ed il Parlamento europeo ha persino adottato una risoluzione che si rivolge direttamente al governo della Romania. Attraverso il MCV, il governo deve soddisfare nuove condizionalità. Tutto questo è più che preoccupante. Queste leggi storte sono state modificate subito dopo la promulgazione e, anche se le modifiche hanno parzialmente risposto ad alcune esigenze del sistema, l’incoerenza della visione sulla legislazione e sugli standard richiesti dal sistema giudiziario hanno continuato a generare numerose conseguenze negative “, ha dichiarato Iohannis.

Il capo dello stato ha detto che gli eventi degli ultimi due anni nella Giustizia sono stati “un forte segnale che la Romania può progredire solo attraverso politiche pubbliche ben elaborate e attuate in conformità ai valori europei”.

“Da questo punto di vista, il CSM deve diventare, per il Parlamento, un autentico partner di dialogo nel processo di elaborazione delle leggi, essendo l’autorità che esprime la voce del sistema giudiziario, i suoi bisogni reali e le sfide affrontate oggi dai procuratori e dai giudici. Nel 2018, i romeni si sono uniti a voi per difendere l’indipendenza della giustizia e avrete, anche nel futuro, un alleato in ogni cittadino che vuole un futuro migliore, un futuro in cui non ci può essere nient’altro che una giustizia indipendente ed efficiente”, ha dichiarato il presidente.

Iohannis ironizza Tudorel Toader: capisco che il ministro della Giustizia ha altro da fare che onorare il bilancio

Il Presidente Klaus Iohannis ha ironizzato mercoledì, l’assenza di Tudorel Toader dalla riunione della plenaria del CSM dicendo che “capisco che il ministro della Giustizia ha altro da fare che onorare il bilancio”

“Capisco che il ministro della Giustizia ha altro da fare che onorare il bilancio, il principale promotore di questi progetti (di modifica delle leggi della giustizia – n.r) è membro di diritto del CSM e ha l’obbligo di essere il primo a rispettare questi principi”, ha detto il Presidente Klaus Iohannis.

Il presidente Klaus Iohannis ha affermato che il sistema giudiziario ha affrontato numerose difficoltà negli ultimi due anni e che i membri del CSM hanno la responsabilità di trovare un equilibrio a tale riguardo.

“Il 2018 è stato certamente segnato dalla modifica delle leggi di organizzazione del sistema giudiziario e della legislazione penale, ancora in corso. Abbiamo avuto un anno difficile con molte difficoltà per il sistema giudiziario, che sfortunatamente non sono ancora esaurite. L’accordo degli atti normativi con gli standard europei rappresenterà una sfida per il prossimo periodo, in questa iniziativa, il CSM avrà l’importante missione che vuol dire più che mai l’affermazione del suo ruolo di garante dell’indipendenza della giustizia”, ha dichiarato Iohannis.

Lia Savonea: Non abbiamo bisogno di ostentazione nella giustizia. Ci confrontiamo con una crisi di fiducia

La giudice Lia Savonea ha dichiarato mercoledì che i leader della Giustizia devono essere punti di riferimento e non c’è bisogno di ostentazione ed esultanza, come succede ora nelle aule del tribunale o talvolta nel messaggio pubblico.

“Cinque obiettivi importanti: la tutela e l’indipendenza della giustizia, come funziona la giustizia, come vengono risolti i problemi nella giustizia, la leadership e la comunicazione. La componente più importante è l’indipendenza della giustizia, perché è il valore più importante. Ecco perché credo che debbano funzionare tutti i poteri, la società e gli stessi magistrati”, ha dichiarato la giudice Lia Savonea nella sessione del CSM.

Savonea ha affermato che i leader della giustizia devono essere dei veri punti di riferimento.

“La giustizia non può essere fatta su modelli teorici, credo che anche la giustizia abbia bisogno di pazienza. Vorrei un Consiglio visto come partner dai giudici e dai procuratori, ma che assumi anche il modo in cui funziona la giustizia. Penso che la giustizia abbia bisogno di persone che sanno imporre rispetto. La giustizia non ha bisogno di esultanza, ostentazione. Ho visto questo a volte nelle aule ma anche nel messaggio pubblico dei leader nella giustizia. I leader della giustizia devono essere dei veri punti di riferimento. Sono loro oggi dei punti di riferimento?”, ha detto Lia Savonea.

“A volte abbiamo violazioni intenzionali della legge, che sono estremamente gravi. Ci confrontiamo con una forte crisi di fiducia, e ciò è ingiusto. A causa di abusi, di errori, che influiscono sull’attività positiva del sistema giudiziario. Il nostro problema maggiore è la crisi di identità dei leader della giustizia”, ha detto la giudice.

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