Sostegno da Bucarest all’integrazione europea della Moldova

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La riunione del Consiglio Affari Esteri dell’UE i svoltasi lo scorso lunedì a Bruxelles ha offerto alla Romania una buona opportunità per ribadire il sostegno all’integrazione della confinante Moldova (ex sovietica, a maggioranza romenofona).

Confinante sin dall’epoca delle dittature comuniste sia con l’ex Jugoslavia che con l’ex Unione Sovietica, la Romania si è sempre pronunciata, dopo il suo ingresso nella NATO e nell’UE, per la diffusione dei valori europei ed euroatlantici nei Paesi che la circondano. Presente ieri alla riunione del Consiglio Affari Esteri di Bruxelles, il ministro degli Esteri romeno, Teodor Melescanu, ha ribadito che la Romania concede un’importanza particolare all’acceleramento dell’integrazione economica e all’associazione politica delle ex repubbliche sovietiche di Moldova, Georgia e Ucraina all’UE. I tre stati hanno già firmato degli accordi di associazione e libero scambio con Bruxelles e sono stati a lungo percepiti come capofila del Partenariato Orientale, che include anche l’Armenia, l’Azerbaigian e la Bielorussia. La stabilità, la sicurezza e la prosperità nella regione, valuta Bucarest, dipendono dall’approfondimento e dalla moltiplicazione dei legami tra questi stati e l’Occidente.

D’altronde, il ministro degli Esteri ha promesso che il dossier dedicato al Partenariato Orientale sarà tra le priorità del semestre romeno di Presidenza del Consiglio UE, nella prima metà del 2019. Creata su una parte dei territori romeni orientali annessi da Mosca nel 1940, in seguito ad un ultimatum, la Moldova ha sempre ricoperto un posto privilegiato nell’agenda della diplomazia di Bucarest. La Romania è stata e si riconferma il più energico e costante sostenitore delle aspirazioni di integrazione dello stato confinante e, proprio per queste ragioni, non nasconde la preoccupazione verso le sincopi della democrazia in Moldova.

Gli europei, ha ammonito il ministro in un’intervista a Radio Romania, sono preoccupati per gli sviluppi di Chisinau, in seguito all’annullamento delle elezioni per il Comune della città. “Esiste una preoccupazione sull’evoluzione in Moldova al livello dell’UE, della Commissione e del Parlamento Europeo. Anch’io ho sottolineato nuovamente che, dal nostro punto di vista, è una questione estremamente pericolosa che un sindaco eletto attraverso il voto popolare sia successivamente invalidato da una decisione della giustizia, soprattutto perchè non so quale sia la base giuridica di una simile decisione. Il messaggio che ho trasmesso è che la priorità è quella di mantenere il percorso europeo della Moldova”, ha spiegato il ministro romeno.

In precedenza, anche gli ambasciatori degli stati membri dell’Unione accreditati a Chisinau avevano detto al premier Pavel Filip che la decisione relativa all’annullamento delle elezioni dello scorso mese e il modo in cui è stata presa toglie ai cittadini della capitale il sindaco eletto in maniera democratica, il filoeuropeo Andrei Nastase, il quale ha sconfitto decisamente al ballottaggio il socialista filorusso Ion Ceban. Intanto, la Commissione Europea ha annunciato che, finchè non verranno riunite le condizioni politiche connesse alla democrazia, allo stato di diritto e ai diritti dell’uomo, resta in sospensione il rilascio della prima tranche dell’assistenza macrofinanziaria destinata alla Moldova, pari a 100 milioni di euro, informa la Radio Romania International (www.rri.ro).

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