Lo scudo di Deveselu è stato inaugurato

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Alla cerimonia di inaugurazione del sistema di difesa antimissile Aegis Ashore della Romania hanno partecipato alti ufficiali della NATO e dello stato romeno

Lo sistema di difesa antimissile Aegis Ashore di Deveselu è stato inaugurato alla presenza del segretario generale NATO, Jens Stoltenberg, dell’aggiunto del Segretario della difesa degli USA, Robert Work, del premier Dacian Ciolos, del ministro della Difesa Nazionale, Mihnea Motoc, del ministro degli Esteri, Lazar Comanescu, e dell’ambasciatore USA a Bucarest, Hans Klemm, e anche di altri ufficiali. L’accento è stato posto sul carattere difensivo di questa sistema e sul fatto che non rappresenta una minaccia per la Federazione Russa.

La base di Deveselu è costruita su un terreno di 143 ettari e ospita 44 missili di intercettazione di tipo SM-3. Questi non saranno utilizzate per test di volo, ma saranno lanciati solo come mezzo di difesa contro un attacco reale.

I sistemi di intercettazione SM-3 sono progettati per scopi strettamente difensivi e non hanno capacità offensive, non sono equipaggiati con testate esplosive e si basano solo sulla loro energia cinetica per colpire e distruggere le testate dei missili balistici nemici.

L’operatività dello scudo antimissile di Deveselu rappresenta una parte della seconda tappa dell’Approccio Europeo Adattativo a Fasi (EPAA) annunciato dagli Stati Uniti d’America nel 2009 e che presuppone lo sviluppo del sistema americano di difesa antimissile in Europa.

Le spese per l’implementazione del sistema EPAA sono state sostenute dagli USA, e la Romania ha messo a disposizione lo spazio per la collocazione degli intercettatori. Gli investimenti degli americano raggiungono gli 800 milioni di dollari, cui si sommano i costi aggiuntivi, secondo Agerpres.

Stoltenberg: Il sistema antimissile di Deveselu – un esempio di lavoro di squadra, a livello transatlantico

Il sistema antimissile di Deveselu è “un esempio di lavoro di squadra a livello transatlantico”, ha dichiarato il segretario generale NATO, Jens Stoltenberg.

“Questo rappresenta una crescita significativa della capacità di difesa degli Alleati europei contro i missili balistici al di fuori della zona auro-atlantica”, ha affermato l’ufficiale NATO, presso la base militare di Deveselu, dove è stato inaugurato il sistema Aegis Ashore.

Lostesso ha ringraziato il Governo e le Forze Armate USA per “la devozione e la professionalità” con cui contribuiscono alla “sicurezza delle nazioni”. “Desidero ringraziare, inoltre, il Governo della Romania e il popolo romeno per il contributo alla nostra difesa collettiva, ospitando questo sistema”, ha dichiarato Stoltenberg.

L’ufficiale americano ha ricordato che saranno effettuati lavori per un altro collocamento del sistema Aegis Ashore.

“Lo scopo principale della NATO è quella di proteggere i cittadini e il territorio (…) oggi, quando ci confrontiamo con le più grandi provocazioni alla sicurezza di un’intera generazione, e la nostra Alleanza è più importante che mai”, ha sottolineato egli.

Secondo lui, “la minaccia agli alleati NATO rappresentata dai missili balistici provenienti dalla zona extra euro-atlantica è reale”, e il programma di difesa antimissile rappresenta “un investimento a lungo termine contro una minaccia a lungo termine”.

Egli ha reiterato che “questo collocamento in Romania, come quello in Polonia, non è rivolto contro la Russia”. “L’ho spiegato chiaramente alle autorità russe. Molte volte anche ai vertici. (…) Sin dall’inizio, la NATO ha offerto alla Russia trasparenza, dialogo e cooperazione riguardo la difesa antimissile. La Russia non ha risposto positivamente a ciò che abbiamo offerto. In effetti, Mosca ha cessato unilateralmente questo dialogo cooperativo nel 2013. E questo resta un motivo di preoccupazione”, ha dichiarato l’alto ufficiale NATO.

Stoltenberg ha sostenuto che l’Alleanza continuerà a dialogare con la Russia, quando il contesto lo permetterà. A suo parere, altre decisioni relative alla difesa dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico contro i missili balistici saranno prese al summit NATO di Varsavia a luglio.

“Questo collocamento dimostra il fatto che la NATO si adatta ad un mondo insicuro. (…) I vostri sforzi trasformano un mondo imprevedibile in un posto più sicuro per vivere”, ha concluso il segretario generale NATO.

Il premier Ciolos: la struttura di Deveselu è destinata esclusivamente alla legittima difesa

Il premier Dacian Ciolos ha dichiarato a Deveselu che lo scudo antimissile rispetta le disposizioni della Carta ONU ed è destinato esclusivamente alla legittima difesa contro la minaccia dei missili balistici, poiché non è rivolto a nessuno in particolare.

“La struttura di Deveselu rispetta completamente le disposizioni della Carta ONU e non è rivolta a nessuno in particolare. Si tratta di un mezzo destinato esclusivamente alla legittima difesa contro i missili balistici, consolida allo stesso tempo la capacità NATO di difesa antimissile ed estende l’area di copertura e protezione per gli stati alleati meridionali e centrali d’Europa, riducendo in modo significativo il rischio di eventuali attacchi balistici al di fuori dello spazio euro-atlantico”, ha dichiarato il premier all’inaugurazione del Sistema di difesa antimissile, Aegis Ashore, di Deveselu”.

Ciolos ha qualificato l’evento come un momento di speciale importanza “sia per la Romania che per gli Stati Uniti d’America e per l’Alleanza Nord Atlantica, per la sicurezza europea nel suo insieme”, nel contesto in cui essa continua ad essere minacciato.

A suo parere, il progetto mette in pratica la visione proposta dalla Strategia Nazionale di Difesa del Paese, e il nostro paese “si dimostra ancora una volta un attore prevedibile e un alleato di fiducia”.

Inoltre, il premier Dacian Ciolos ha dichiarato che è stata la Romania a insistere per aumentare la presenza NATO nel Mar Nero e che ha trattative avanzate con Bulgaria e Turchia per assicurare tale presenza.

Robert Work (USA): la Romania è un alleato di fiducia

Il segretario aggiunto della Difesa USA, Robert Work, ha dichiarato a Deveselu che il sistema è “un’altra realizzazione importante” nelle relazioni tra la Romania e gli USA, e che “la Romania è un alleato di fiducia”. “Ci troviamo qui oggi per celebrare un’altra realizzazione importante nelle relazioni tra la Romania e gli USA – il sistema di difesa antimissile Aegis Ashore. (…) Questo evento segna la certificazione operativa di tale unità (…)”, ha dichiarato Robert Work.

Work ha dichiarato che nel 2013, dall’inaugurazione dei lavori di collocamento a Deveselu, “molte cose sono cambiate in questa regione e ovunque nel mondo”, e l’Europa e la NATO si “confrontano con un contesto di sicurezza significativamente cambiato e più complesso”, per fronteggiare la nuova situazione con “un’alleanza più capace”.

“Ci troviamo ad un punto di svolta decisiva con un contesto di sicurezza cambiato in modo significativo e più complesso rispetto a quello con cui ci confrontavamo nel 2013. Fronteggiare il nuovo ambiente di sicurezza renderà necessaria un’alleanza più capace – una che continui a evolversi e ad adattarsi alle minacce, vecchie e nuove, per assicurare la sicurezza transatlantica. Adesso, mentre ci avviciniamo al Summit NATO di Varsavia, è essenziale che l’Alleanza continui a dimostrare unità e solidarietà”, ha affermato il segretario aggiunto della Difesa USA.

“La Romania capisce l’importanza della modernizzazione delle sue forze armate e continua ad assegnare risorse importanti in questo senso, con il suo contributo alla NATO e ad altre missioni”, ha dichiarato Work.

L’ufficiale americano ha espresso “profonde condoglianze” per la perdita dei due militari romeni in Afghanistan.

Robert Work ha menzionato inoltre nel suo discorso l’ospitalità dei romeni nei confronti dei militari americani.

Il Ministro della Difesa Motoc: il quartiere generale NATO a Bucarest, chiave di volta nelle misure di scoraggiamento e di difesa dell’Alleanza

Il quartiere generale Multinazionale di Divisione Sud-Est rappresenta un pezzo fondamentale nelle misure di scoraggiamento e difesa dell’Alleanza Nord-Atlantica per quanto riguarda la presenza avanzata sul versante orientale, ha dichiarato il ministro della Difesa, Mihnea Motoc.

“Mancano meno di due mesi al Summit di Varsavia dove aspettiamo decisioni importanti relative alla posizione forte di scoraggiamento e difesa dell’Alleanza riguardo la presenza alleata avanzata al versante orientale. In questo senso, il nostro quartiere generale è un pezzo principale in tutte queste misure. È arrivato per assicurare la dislocazione delle forze alleate nella regione, realizzando la connessione tra le forze NATO e le forze nazionali”, ha affermato Motoc.

Il capo della diplomazia romena, Lazar Comanescu, ha mostrato che la presenza del segretario generale NATO al Quartiere Generale Multinazionale di Divisione Sud-Est evidenzia il fatto che le decisioni prese in Galles due anni fa si stanno realizzando.

“In ugual misura, la presenza del signor segretario generale è legata a un altro evento di grande significato (…) – l’inaugurazione della struttura di difesa antimissile di Deveselu, che a sua volta è una componente importante nello sforzo per consolidare le capacità dell’Alleanza Nord-Atlantica di fronteggiare i rischi sempre più complessi alla sicurezza. Questi rischi non solo persistono, ma diventano sempre più complessi soprattutto nel versante orientale della NATO. E la base di Deveselu è una componente che sono convinto contribuirà al consolidamento di queste capacità”, ha dichiarato Comanescu.

Il presidente Klaus Iohannis: “Lo scudo antimissile di Deveselu ha un ruolo strettamente difensivo”

Il presidente Klaus Iohannis ha ricevuto a Palazzo Cotroceni il segretario generale NATO, Jens Stoltenberg, e alla fine dell’incontro i due ufficiali hanno sostenuto una conferenza stampa comune.

Il capo dello stato ha dichiarato giovedì che lo scudo antimissile di Deveselu non è rivolto a nessuno in particolare, sottolineandone il ruolo strettamente difensivo.

“Il sistema di Deveselu ha capacità strettamente difensive, non è rivolto contro nessun stato, non può essere utilizzato in modo offensivo. Questo sistema s’inserisce nella logica del (…) 28 per 28: è chiaro – tutti difendono tutti, approccio a 360 gradi, e la NATO dev’essere preparata a fronteggiare tutte le provocazioni e tutti i rischi. Qui non parliamo della Russia. Sappiamo che la Russia usa queste occasioni per alzare la voce, ma anche loro sanno bene come noi che il sistema non è in alcun modo rivolto alla Russia. La NATO deve essere preparata a fronteggiare anche altri incidenti, provenienti da altre zone, dal di fuori dello spazio euroatlantico. Mi aspetto che d’ora in poi che anche gli altri sistemi antimissile che saranno edificati – il prossimo in Polonia – saranno capaci di fronteggiare al meglio minacce di questo tipo”, ha affermato Iohannis.

Quest’ultimo ha reiterato il sostegno in favore della capacità operativa iniziale del sistema antimissile di NATO al Summit di Varsavia e per la crescita del ruolo dell’Alleanza contro i nuovi rischi, come difesa cibernetica, lotta contro il terrorismo e sicurezza energetica.

Il capo dello stato ha sottolineato che la Romania resta un partner di fiducia, implicato attivamente nell’adottare e sviluppare le decisioni dell’alleanza, ponendo l’accento su come le azioni del nostro paese lo dimostrino costantemente. Egli ha inoltre sottolineato l’importanza di assicurare una presenza credibile e prevedibile delle forze alleate sul versante orientale, garantendo l’equilibrio tra la dimensione nordica e quella meridionale del versante.

Ancora, il presidente Klaus Iohannis ha affermato che, nel contesto delle azioni della Russia, ci sarà una presenza avanzata della NATO sul versante orientale.

“Queste azioni, annunciate e preparate in Russia, ci spingono a chiedere alla NATO un approccio equilibrato sul versante orientale, se parliamo della parte nordica dove abbiamo Polonia e gli stati baltici e della parte meridionale del versante orientale, dove ci sono Romania e Bulgaria.

È ovvio che questo versante ha bisogno di un approccio equilibrato: questo significa una presenza avanzata delle forze NATO anche nella parte del nord del versante orientale, sebbene sia necessaria anche nella parte del sud dello stesso versante. Questo non significa che avremo, come durante la Guerra Fredda, decine o centinaia di soldati su questo versante, ma a nostro parere occorre una presenza avanzata delle forze NATO, per esempio tramite esercitazioni militari comuni. Abbiamo moltissime esercitazioni di questo tipo, ne vogliamo ancora di più”, ha dichiarato Iohannis riguardo all’annuncio della Federazione Russa di inviare tre brigate supplementari alla frontiera con la zona NATO.

Il capo dello stato romeno ha menzionato di aver proposto anche una presenza navale permanente sul Mar Nero. “Nella stessa logica desideriamo – e ho avanzato una proposto  – avere una presenza navale permanente nel Mar Nero, che sicuramente partirà dalla costa, cioè noi con i bulgari e con i turchi, ma con integrazione della NATO per la parte meridionale del versante orientale”, ha affermato Iohannis.

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